I più famosi libri di Stalin

La Rivista dei Libri ha predisposto la classifica dei migliori libri di Stalin in assoluto.

Questa classifica si basa sui libri di Stalin più venduti sul mercato nell’ ultima settimana.

🏆Migliori libri di libri di Stalin: classifica dei bestseller

Rivoluzione in cucina. A tavola con Stalin: il libro del cibo gustoso e salutare

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4 Recensioni

Stalin. Storia e critica di una leggenda nera

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28 Recensioni

  • Losurdo, Domenico (Author)

Il grande terrore. Gli anni in cui lo stalinismo sterminò milioni di persone

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38 Recensioni

  • Conquest, Robert (Author)

Stalin. Biografia di un dittatore

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55 Recensioni

  • Chlevnjuk, Oleg V. (Author)
  • Audience Rating: X (Solo per adulti)

Il libretto rosso di Stalin. Storia, politica, rivoluzione. Opere scelte del padre del socialismo sovietico

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3 Recensioni

  • Stalin, Iosif V. (Author)

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Il grande terrore. Gli anni in cui lo stalinismo sterminò milioni di persone

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  • Conquest, Robert (Author)

Stalin. Biografia di un dittatore

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  • Chlevnjuk, Oleg V. (Author)
  • Audience Rating: X (Solo per adulti)

Stalin. Storia e critica di una leggenda nera

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28 Recensioni

  • Losurdo, Domenico (Author)

🥇Il miglior libro di Stalin: la nostra scelta

Selezionare il Miglior libro di Stalin potrebbe essere più complesso di quanto apparia. Detto questo, in base al nostro giudizio abbiamo selezionato quello che secondo la nostra opinione Stalin. Biografia di un dittatore al prezzo di 17,10 EUR è il migliore libro di Stalin presente su Amazon:

Votazione finale: 4.3

Offerta 5%Il migliore
Stalin. Biografia di un dittatore
55 Recensioni

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Approfondimento su Stalin

Iosif Vissarionovič Džugašvili (in russo: Ио́сиф Виссарио́нович Джугашви́ли?

ascolta[?·info]; in georgiano: იოსებ ბესარიონის ძე ჯუღაშვილი?, Ioseb Besarionis Dze Jughašvili; Gori, 6 dicembre 1878 – Mosca, 5 marzo 1953) è stato un rivoluzionario, politico e militare sovietico, che fu a capo del governo dell’Unione Sovietica dopo la morte di Lenin.

Conosciuto anche come Iosif Stalin (in russo: Ио́сиф Ста́лин?), fu segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica a partire dal 1922, fino alla morte, avvenuta nel 1953.

Nativo della Georgia, di umili origini, visse un’avventurosa giovinezza come rivoluzionario socialista attivista, prima di assumere un ruolo importante di dirigente all’interno della fazione bolscevica del Partito Operaio Socialdemocratico Russo guidata da Lenin. Capace organizzatore, dotato di grande energia e di durezza di modi e di metodi, nonché strettamente fedele alle direttive di Lenin, Stalin divenne uno dei principali capi della rivoluzione d’ottobre e del nuovo Stato socialista: l’Unione Sovietica. Il suo ruolo e il suo potere politico crebbero durante la guerra civile russa in cui svolse compiti politico-militari di grande importanza, entrando spesso in rivalità con Lev Trockij.

Nonostante le critiche mossegli da Lenin nell’ultima parte della sua vita e il duro contrasto con Trockij, alla morte di Lenin assunse progressivamente, grazie alla sua abilità organizzativa e politica e al ruolo di segretario generale del partito, la carica politica più alta in Unione Sovietica. Dopo aver sconfitto politicamente prima la sinistra di Trockij rivolta contro Zinoviev e Kamenev, coi quali era alleato, poi l’opposizione mossagli da Kamenev e Zinoviev che gli si erano contrapposti, poi ancora l’improvvisata e velleitaria alleanza che si formò, nell’aprile 1926, tra gli ex acerrimi rivali Trockij, Zinov’ev e Kamenev e, infine, la destra di Bucharin, Rykov e Tomskji, Stalin adottò una prudente politica di costruzione del “socialismo in un solo Paese”, mentre nel campo economico mise in atto le politiche di interruzione della NEP, di collettivizzazione graduale delle campagne e di rapida industrializzazione mediante i piani quinquennali, basata sul rapido sviluppo dell’industria pesante (di cui lo stakanovismo divenne l’emblema) portando a gravi interruzioni della produzione alimentare che contribuirono alla carestia del 1932-1933, che uccise milioni di persone.

A metà degli anni trenta, in una fase di superamento delle difficoltà economiche e di crescita industriale, Stalin cominciò il tragico periodo delle purghe e del grande terrore in cui progressivamente eliminò fisicamente, con un metodico e spietato programma di repressione, tutti i suoi reali o presunti avversari nel partito, nell’economia, nella scienza, nelle forze armate e nelle minoranze etniche. Per rafforzare il suo potere e lo Stato sovietico contro possibili minacce esterne o interne di disgregazione, Stalin utilizzò il vasto sistema di campi di detenzione e lavoro (gulag) in cui furono imprigionati in condizioni miserevoli milioni di persone.

Nel campo della politica estera Stalin, timoroso delle minacce tedesche e giapponesi alla sopravvivenza dell’Unione Sovietica, in un primo momento adottò una politica di collaborazione con l’Occidente secondo la dottrina della sicurezza collettiva; dopo l’accordo di Monaco, con cui Regno Unito e Francia davano a Hitler carta bianca per lo smembramento della Cecoslovacchia, Stalin, sospettoso delle potenze occidentali e intimorito dalla potenza tedesca, preferì ricercare un accordo temporaneo con la Germania nazista che favorì l’espansionismo sovietico verso occidente e i Paesi Baltici.

Colto di sorpresa dall’attacco iniziale tedesco con il quale la Germania nazista violava il patto di non aggressione sottoscritto dalle due potenze solo due anni prima, nonostante alcuni errori di strategia militare nella fase iniziale della guerra, Stalin seppe riorganizzare e dirigere con efficacia il Paese e l’Armata Rossa fino a ottenere, pur a costo di gravi perdite militari e civili, la vittoria totale nella grande guerra patriottica. Stalin rivestì un ruolo di grande importanza nella lotta contro il nazismo e nella sconfitta di Hitler; le sue truppe, dopo aver liberato l’Europa orientale dall’occupazione tedesca, conquistarono Berlino e Vienna, costringendo lo stesso Hitler al suicidio.

Dopo la vittoria Stalin, divenuto detentore di un enorme potere in Unione Sovietica e nell’Europa centro-orientale e assurto al ruolo di capo indiscusso del comunismo mondiale, accrebbe il suo dispotismo violento riprendendo politiche di terrore e di repressione, mentre l’URSS soffriva un’altra carestia e sviluppava armi nucleari. Morì a causa di un’emorragia cerebrale nel 1953, lasciando l’Unione Sovietica ormai trasformata in una grande potenza economica, una delle due superpotenze mondiali dotata di armi nucleari, e guida del mondo comunista.

Dal 1956, a partire dal XX Congresso del PCUS, Stalin, che era stato oggetto di un vero e proprio culto della personalità da parte di dirigenti e simpatizzanti del comunismo mondiale, è stato sottoposto a pesanti critiche da parte di politici e storici per la sua attività politica e per i suoi spietati metodi di governo.

 

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Ultimo aggiornamento 2021-09-13 at 15:42 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API