I più famosi bestseller di Curzio Malaparte

La Rivista dei Libri ha preparato la selezione dei migliori libri di Curzio Malaparte in assoluto.

Questa classifica si basa sui libri di Curzio Malaparte più acquistati sul mercato nell’ ultimo mese.

🏆Migliori libri di libri di Curzio Malaparte: ecco la classifica dei più venduti

Maledetti toscani

Maledetti toscani
41 Recensioni

  • Malaparte, Curzio (Author)

Tecnica del colpo di stato

Tecnica del colpo di stato
27 Recensioni

  • Malaparte Curzio (Author)

Kaputt: 451

Kaputt: 451
63 Recensioni

  • Malaparte, Curzio (Author)

Malaparte: Vite e leggende (I nodi)

Malaparte: Vite e leggende (I nodi)
19 Recensioni

  • Serra, Maurizio (Author)

La pelle

La pelle
212 Recensioni

  • Malaparte, Curzio (Author)

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Testi di Curzio Malaparte in promozione:

La pelle

La pelle
212 Recensioni

  • Malaparte, Curzio (Author)

Maledetti toscani

Maledetti toscani
41 Recensioni

  • Malaparte, Curzio (Author)

Tecnica del colpo di stato

Tecnica del colpo di stato
27 Recensioni

  • Malaparte Curzio (Author)

🥇Il miglior libro di Curzio Malaparte

Scegliere il Miglior libro di Curzio Malaparte potrebbe essere più difficile di quanto sembri. Nonostante ciò, in base alle recensioni dei lettori abbiamo selezionato quello che secondo noi Tecnica del colpo di stato al prezzo di 14,00 EUR risulta il migliore libro di Curzio Malaparte presente su Amazon:

Votazione finale: 4.5

Il migliore
Tecnica del colpo di stato
27 Recensioni

Tecnica del colpo di stato

  • Malaparte Curzio (Author)

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Per approfondire Curzio Malaparte

Curzio Malaparte, nome d’arte di Kurt Erich Suckert (Prato, 9 giugno 1898 – Roma, 19 luglio 1957), è stato uno scrittore, giornalista, militare, poeta e saggista italiano, nonché diplomatico, agente segreto, sceneggiatore, inviato speciale e regista cinematografico, una delle figure centrali dell’espressionismo letterario in Italia e del neorealismo.

È particolarmente noto, soprattutto all’estero, per i suoi romanzi Kaputt e La pelle, opere a sfondo autobiografico basate sulla sua esperienza di giornalista e ufficiale durante la seconda guerra mondiale, e Maledetti toscani.

Scrittore dallo stile realistico e «immaginifico», definito come «cinico e compassionevole» al tempo stesso e talvolta avvicinato alle tematiche e allo stile espressionista crudo di Louis-Ferdinand Céline con cui ebbe un’amicizia epistolare, come intellettuale fu dapprima un sostenitore del fascismo, poi una voce critica e un oppositore dello stesso. Caratteristica della sua letteratura è la mescolanza di fatti reali – lo scrittore è stato infatti avvicinato alla corrente del neorealismo -, spesso autobiografici, ad altri immaginari, talvolta esagerati in maniera voluta e consapevole, fino al farsesco, specialmente quando deve denunciare le atrocità della seconda guerra mondiale.

Interventista e volontario nella Grande Guerra, ammiratore di Mussolini e “fascista della prima ora”, partecipò alla marcia su Roma e fu attivo nelle posizioni di fascismo di sinistra intransigente, sostenendo la cosiddetta rivoluzione fascista; allontanatosi gradualmente dal regime (venne anche mandato al confino, da cui uscì grazie all’amicizia con Galeazzo Ciano, genero del Duce), dopo l’8 settembre 1943 si arruolò nell’Esercito Cobelligerante Italiano del Regno d’Italia e collaborò con gli Alleati (cui pure non risparmiò pesanti critiche) nel Counter Intelligence Corps nella lotta contro i nazisti e i fascisti della RSI, a cui non aderì. Prima anticomunista, nel secondo dopoguerra si avvicinò al Partito Comunista Italiano, grazie all’interessamento di Palmiro Togliatti che lo assunse come cronista, sebbene molti dubitassero della effettiva sua adesione, o avvicinamento, al PCI (e contemporaneamente al Partito Repubblicano Italiano, a cui già aderiva da giovanissimo, al quale si iscrisse poco prima di morire). Morì dopo essersi convertito in punto di morte alla Chiesa cattolica, assistito dai sacerdoti padre Cappello e padre Rotondi, secondo le testimonianze di questi.

Lo pseudonimo, che usò dal 1925, fu da lui ideato come umoristica paronomasia basata sul cognome “Bonaparte”. Si soprannominò e venne soprannominato l'”Arcitaliano”, per avere racchiuso nella sua complessa e contraddittoria personalità molti difetti e pregi degli italiani.

 

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Ultimo aggiornamento 2021-10-13 at 15:41 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API